MARMOLADA

E' la cima principale del gruppo omonimo, punta Penia, la più elevata delle Dolomiti e nonostante ciò non è la più difficile.
La salita infatti come d'estate non presenta difficoltà di rilievo (se presa con le dovute precauzioni), considerando che l'assestamento delle nevi deve essere ottimale per poter intraprendere questo itinerario.
Il fascino di questo tour è concentrato nella discesa: un estrema di tutto rilievo, non da professionisti, ma di notevole interesse.
Si parte dal rif. Pian dei Fiacconi a quota mt.2700, a cui si accede dal passo Fedaia mt.2050 sci ai piedi in h 2,30 oppure con gli impianti a fune in h.0,15.
Dal rifugio si comincia a salire in direzione di punta Rocca, e dopo alcuni cambi di pendenza, in prossimità del pendio ghiacciato sul versante sx (destro orografico) del catino compreso tra le due cime maggiori della Marmolada, ci ci innoltra facendo attenzione a compiere un largo giro in senso orario da un versante all'altro, per evitare la zona crepacciata coperta dalla neve.
Giunti sotto alle rocce (circa mt.3150 - h 2,00), sci in spalla, si attaccano e si salgono obliquando verso la punta inferiore ghiacciata della "schena del mul", che in ragione dello stato della neve, obbliga all'ausilio della corda, ramponi e picozza (ci sono lungo la via alcuni arpioni per la sicurezza della cordata).
Raggiunta la cresta (mt. 3260 - h 0,30-2,30), sci ai piedi, si inizia la salita verso la cima e facendo attenzione ai depositi in cresta verso est, con facilità si raggiunge la croce in ferro e il vicino ricovero in vetta (mt.3343 - h 0,30-3,00).
Se la giornata lo permette, il panorama è ..indescrivibile solo da provare.
Predisposti gli attrezzi alla discesa, si inizia seguendo l'ampio pendio digradante verso nord, a fianco della via di salita, e facendo attenzione a non approssimarsi troppo al bordo superiore della parete nord, si scende spostandosi in sx, verso il pendio che porta in direzione dell'ampio vallone del Vernel, percorrendo una dorsale piuttosto accentuata.
La dorsale divide la parete nord da una lingua ghiacciata che scende al vallone del Vernel, e termina presso uno spuntane di roccia a quota mt.3025 (h 0,30).
Qui giunti, ora si può scegliere se continuare verso il vallone del Vernel, oppure scendere la parete nord della Marmolada.
Entrambe le imprese non sono da sottovalutare. Occorre invece valutare attentamente le condizioni della neve per scongiurare il pericolo di valanghe, che in questi due versati sarebbero micidiali.
Il pericolo nel versante ovest insiste su di un tratto più breve, mentre per la parete nord per tutta la sua lunghezza.
Seguendo la parete Nord la discesa è entusiasmante (disl.mt.550 p.40%), e si conclude dopo una strettoia tra due zone rocciose, che occorre avvicinare, per evitare la zona centrale crepacciata.
Superato l'ultimo cambio di pendenza, i pericoli cominciano a diminuire, e lasciato il ghiacciaio per prati di neve si scende, con percorso libero, verso lo sperone del Col dei Buos.
Seguendo invece la discesa verso il vallone del Vernel, per un tratto più breve, entro un colatoio (disl.mt.300 p.50%), si adduce all'ampio pendio del Sot Vernel, e aggirate le roccie della parete Nord si converge verso lo sperone del Col dei Buos.
Di qui si prosegue a destre verso le piste, o in sinistra, "in fuori pista" fino alla traccia dell'acquedotto che conduce alla diga del passo Fedaia, stazione a valle della telecabina, e arrivo delle piste battute del Pian dei Fiacconi.