La costruzione del nido
Appena arrivati i maschi iniziano a costruire o ristrutturare il nido che hanno scelto. Un nido nuovo può essere costruito in soli otto giorni di intenso lavoro. Un bel nido, dall'aspetto solido e in una posizione favorevole, lontano da predatori potenziali è certamente un buon modo per attirare le femmine.
Un campanile, il tetto di un alto edificio, un albero isolato, un palo del telefono o un traliccio della luce sono i posti preferiti. Dopo la formazione della coppia anche la femmina parteciperà all'apporto di materiali (rami e rametti, stoppie di mais, erba secca, terra, carta e perfino stracci) che continua durante tutto il periodo di riproduzione e allevamento dei piccoli.
Così anno dopo anno il nido può arrivare anche a dimensioni gigantesche come quello trovato in Germania alto più di due metri e del peso di alcune centinaia di chilogrammi.

 

 

 

L'habitat
La Cicogna bianca frequenta aree aperte, stagni, lagune, marcite e prati allagati. In particolare i prati-pascoli poliennali, quelle aree cioè lasciate a pascolo per molti anni, rappresentavano le aree di ricerca del cibo più comuni nel nord Italia. La presenza di acqua è indispensabile, mentre alberi sparsi o in filari permettono agli animali la nidificazione e il riposo notturno. In Africa le cicogne frequentano ambienti ecologicamente simili in quanto le savane est-africane o la zona del Sahel nella parte occidentale, sono anch'esse aree aperte, pascolate per lo più da ungulati selvatici. La zone coltivate con metodi non intensivi rappresentano anch'esse un habitat molto attraente per la specie potendo trovare molti ambienti diversi e abbondanza di cibo. In queste aree le cicogne frequentano i campi appena irrigati, le aree recentemente arate e perfino i campi di mais - almeno fintanto che le pianticelle non superano il mezzo metro d'altezza - e i prati sfalciati.
A seconda quindi del periodo e delle pratiche agricole la Cicogna è in grado di passare da una tipologia a un altra adattando la propria dieta e tecnica di caccia. Ambienti troppo uniformi quali le grandi monocolture, non offrono questa possibilità.