CHANTAL

CHANTAL
23 luglio 1990 – 17 novembre 2006

Alle 5.30 di ieri mattina, mentre provavamo a riposare, ci hai chiamati con quella voce che da qualche mese avevi perso. Ci hai chiamati perché hai voluto che il tuo decesso fosse proprio come la tua vita: sempre accanto a noi, tra le nostre braccia, tra le nostre coccole. Hai vissuto una vita da record, sempre a farti dire che un pastore tedesco non arriva a 16 anni e mezzo, sempre a farti dire che eri bellissima, che avevi un pelo straordinariamente morbido, degli occhi da attrice, un sedere da “vamp”.

Hai vissuto tutta la tua vita in un mare di coccole, come piaceva a te, dando tanto amore a chi ti stava vicino. Non scorderemo mai la tua voce ululante quando tornavamo a casa dopo una giornata di lavoro e, invece di lamentarti, eri contenta di rivederci e ci facevi le feste.

Hai vissuto 15 anni e mezzo perfetti; hai conosciuto la tua veterinaria e gli ospedali per la prima volta a 14 anni, un’età in cui molti tuoi “fratelli” nemmeno ci arrivano.

L’ultimo tuo anno, nonostante quella infame malattia, i tuoi ictus, hai dimostrato un attaccamento alla vita fuori dal normale, deciso, lottando fino all’ultimo giorno e guardando malissimo, con quel poco di forza che avevi ancora, chi ci diceva di farti spegnere prematuramente.

Ti sei spenta tra le nostre braccia, ed ora riposi in questo cimitero virtuale così come in quello reale di Roma Laurentina, dove ti hanno dato il posto più al sole che c’era, nemmeno conoscessero i tuoi gusti.

Ci hai lasciati soli, ma noi verremo spesso a trovarti.

Ciao Chantal, Deborah non ce la fa a scriverti una dedica, sta troppo male. Anche io, Antonio, sto malissimo, ma questa mattina non ti ho visto accanto al nostro letto e ho pensato di scriverti di getto questa dedica, sperando di averti fatto cosa gradita.

Una cosa voglio farti sapere: la tua esistenza ha reso chi ti ha conosciuto delle persone migliori.

Arrivederci cicciolona nostra.