SCHEGGIA

Scheggia,  mio caro  fedele dolcissimo e affettuoso compagno che hai condiviso e allietato per tredici anni la tua vita con me. Hai saputo donarmi l’amore, l’affetto incondizionato senza lucrosi inganni. Purtroppo non sono bastate le cure, l’amore che ti donavo, è stato tutto vano, ieri 24 agosto 2010 ti ho mandato in un luogo dove non esiste il dolore, non perché non ti amassi, ma perché ti amavo troppo per costringerti a restare...
Una parte di me ti seguirà in quel luogo e ti raggiungerà totalmente non molto lontano nel tempo.

C’è un posto in Paradiso nel quale ci sono prati e colline per tutti i mici speciali come te così che possano correre e giocare insieme.
C’è tanto cibo, acqua e sole, sarete al caldo e starete bene.
Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi. Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come ricordo te, il mio amato Scheggia, ti ricorderò nel sogno dei giorni e dei tempi passati felicemente assieme.
Siete felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di voi sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno che avete dovuto lasciare indietro...
Correte e giocate insieme, ma un bel giorno uno di voi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l’orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l’impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce.
Mi hai riconosciuto, e quando finalmente saremo insieme, ci stringeremo in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarci più. Una pioggia di baci felici e lacrime bagnerà il mio viso; le mie mani accarezzeranno di nuovo la tua amata testolina e fisserò ancora i tuoi fiduciosi occhioni, per tanto tempo lontano dalla mia vita ma mai assenti dal mio cuore.