MINU’

e così, quasi senza far rumore, anche tu te ne sei andata Minù, lasciandomi un pò più vuoto di com’ero prima.

Quando ti abbiamo accolta in casa, nonostante mio padre non volesse gatti sei riuscita a incantare anche lui, incantavi tutti.

di te ricordo tante di quelle cose, che mi sembra sempre di trovarti tra i piedi, o nella cassettiera sui miei vestiti che riempivi inesorabilmente di pelo.

ricordo come chiamavi quando hai partorito quattro stupendissimi mici nel mio armadio

ricordo il viaggio fatto in treno per andare a torino carico dei tuoi pianti di disperazione perchè non eri abituata a viaggiare,

ricordo come offesissima non ti sei fatta vedere per un paio di giorni e poi hai ripreso come se niente fosse a girare per la nuova casa

ricordo come tu mi sia stata vicina nei momenti tristi, come sia stata vicina a tutti noi che stavamo con te.

ricordo come ti mettevi a pancia in su per farti accarezzare o come ti grattavi la testa sulle mie mani.

ricordo che saltavi sul tavolino solo per passarmi davanti e farti notare perchè stavo al computer

ricordo le tue corse da ferma, i tuoi pianti notturni quand’eri in calore. il tuo correre quando sentivi il rumore della bustina.

Sei stata una gatta unica, un’affettuosa amica, una critica implacabile, ma di una dolcezza smisurata