BIBA

Nel piccolo cuore alberga l’indomito coraggio
e sul ricciol tuo fulvo, del vento l’impeto e della pugna l’ardor.
Biba, fugace ninfa del deo Nembrotte chel’cor riporti ad ancestrali ardori,
a pugne impari degli avi nella notte pur conseguenti il mal dei meritati allori.
Biba, che al mio sguardo voto la luce appanni in un istante
possano i colo del bosco a Fontanelle farti brillar d’eterno, coś come le stelle.

Grazie dei sedici anni che mi hai regalato, ti porteṛ sempre con me e assieme a te porteṛ la consapevolezza di avere avuto una vera amica.