ULISSE 2

Ricordo quella sera quando, aperta la porta di casa, ti ho visto nelle mani di mia moglie Paola.
Eri lungo una spanna o forse meno ed eri un GATTO !

Allora preferivo i cani come quel bracchetto meticcio che avevamo da dieci anni e che sdraiato nella sua cuccia rispondeva al nome di Snupi.

Sapendo che anche a Snupi non piacevano i gatti chiesi subito a Paola come si era comportato Snupi alla tua vista.       “Tutto bene” mi rincuorò Paola ed allora cominciai ad abituarmi all’idea della tua presenza.

Ulisse era il tuo nome ed eri veramente piccolo.

Da giovane mia madre aveva un gatto come Te ma io avevo altro a cui pensare e non mi sono mai affezionato molto al tuo omonimo.                Infatti anche lui si chiamava Ulisse.

Con te era diverso e nonostante la mia diffidenza verso i felini, mi piacevi e mi rilassavi.
Anche quando verso sera sfogavi la tua energia con salti e corse lungo i muri, mi divertivi e mi mettevi di buon umore.
Facevi molta tenerezza quando ti addormentavi abbracciato a Snupi dal quale avevi imparato molto.

Quando Snupi passo’ a miglior vita, tu diventasti il padrone della casa e da quel momento abbiamo vissuto in compagnia nove bellissimi anni restando sempre insieme sia a Milano che al Mare.

Hai vissuto con noi in perfetta simbiosi alternando e mischiando la discrezione tipica dei gatti con l’affettuosita’ dei cani.

Grazie Ulisse per quello che ci hai saputo dare, grazie per la saggezza che ci domostravi allontanandoti nei momenti giusti e riavvicinandoti quando sentivi che avevamo bisogno di te.
Grazie per non aver mai osato disturbarci quando non ti sentivi bene o avevi qualche problema e per averci dato tanto affetto quando te lo chiedevamo.
Grazie per non averci chiesto mai niente se non un po’ d’acqua e di croccantini mentre ben altro ti saresti meritato.

Scusa, scusa, scusa se, nonostante la nostra intelligenza e capacita’ non siamo riusciti a capire che eri ammalato.    E così, per causa nostra, sei stato costretto ad andartene e lo hai fatto senza reclamare, senza lamentarti, in punta di piedi cercando, come sempre,  di disturbare il meno possibile.
Te ne sei andato con la discrezione che ti ha sempre contraddistinto, che rimpiangiamo e rimpiangeremo sempre.